
Sembra che quello che viene ormai riconosciuto come il padre fondatore del Blues inteso nel senso moderno del termine, W.C.Handy, si sia imbattutto in questa forma musicale (la cui nascita si perde nella notte dei tempi) nella stazione ferroviaria di Tutwiler, Mississippi.
Nel lontano 1903 giunse alle sue orecchie un canto malinconico, accompagnato da una chitarra suonata con l’ausilio della lama di un coltello: il canto di qualcuno che narrava il suo viaggio verso il “crossoroads” di due linee ferroviarie, l’incorocio della Southern Line con la Yazoo & Mississippi Valley Line, nota con il soprannome di “Yellow Dog”.
Destinazione: Where the Southern crosses the Yellow Dog.
Da qui il titolo della famosa canzone “Yellow Dog Blues” ed il soprannome di questa armonica dal rigorosamente giallo comb in ottone.

Ma passiamo dal… Crossroads alla Crossover.
Attualmente la versione più evoluta della Marine Band: il secondo drastico sviluppo apportato in tempi moderni alla capostipite della più famosa dinastia di armoniche al mondo, dopo la ben nota Deluxe.
Ai più attenti osservatori non sarà sfuggita la forma delle covers totalmente ridisegnata, con spigoli dell’imboccatura arrotondati e profilo modificato, e nel complesso penso sia innegabile che la Hohner di strada ne abbia fatta parecchia dalle vecchie armoniche chiodate in scatolina di cartone (anche se qualcuno continua ancora a rimpiangerle…).
Abbandonati ormai da tempo i famigerati chiodini, ora è stata la volta del vecchio comb in pero di cedere il passo a qualcosa di più moderno: ovvero l’innovativo comb in bamboo.
Francamente non posso definirmi un fervido sostenitore della scelta di questo legno, o meglio, personalmente avrei optato per un essenza diversa ma non sta a noi discutere le scelte tecniche e “tattiche” di nonna Hohner e come al solito sostengo l’idea che un’armonica la si debba accettare com’è oppure modificarsela a proprio gusto e piacimento.
Ebbene, un bello strumento come la Crossover a mio avviso meritava qualcosa di meglio del comb in dotazione e soprattutto ritengo possa dare molto di più (con tutto il dovuto rispetto per il bamboo) cambiando totalmente materiale, passando con un secondo “crossover” dal legno al metallo.

L’esito del test è veramente sorprendente: non solo il volume ne risulta chiaramente incrementato ma pure le caratteristiche del suono appaiono sensibilmente migliorate dal peso e dalla compattezza dell’ottone.
Senza dubbio questo metallo consente una proiezione del suono più ricca di armonici, tagliati dall’esilità del bamboo e dei materiali leggeri in genere, e nel complesso crea un timbro molto più brillante ed aggressivo.
Naturalmente questi comb vengono realizzati, tramite fresatura, “clonando” fedelmente il modello originale con precisione al decimo di millimetro: in spessori, misure di canali e divisori, posizione e diametro dei fori.
Le caratteristiche del disegno si mantengono dunque assolutamente inalterate: mm. 100 x 25 x 6, come suggeriscono a Trossingen.
Inutile dire che il peso di questa Marine Band (150 gr. mentre il comb da solo ne pesa 100) fa un certo effetto in mano e personalmente trovo dia l’impressione di avere a che fare con… un vero strumento!!
E non dimentichiamoci che gli strumenti a fiato più squillanti vengono realizzati in ottone, il materiale che in un’armonica si propone pure come la logica conseguenza del metallo impiegato per plates ed ance.
Insomma l’abbiamo trasformata in un vero strumento da… “Banda dei Marines”!!

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle)
- In seguito alle richieste di informazioni pervenutemi in merito, aggiungo che queste armoniche su ordinazione sono disponibili per la vendita.
I combs, vendibili separatamente dallo strumento, sono installabili pure sul modello Deluxe e sulla Marine Band Classic HM (per quest’ultima naturalmente previa le opportune modifiche).
































